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Dal 2011 l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha sancito una convenzione con la Fondazione Nazionale “Gigi Ghirotti” volta a favorire la diffusione del Progetto della Rete del Sollievo a livello Nazionale e la ricerca nel campo della palliazione e del ruolo antalgico della radioterapia oncologica. La Fondazione inoltre, in collaborazione con il Ministero della Salute e Politiche sociali, e con la promozione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, si impegna a celebrare ogni ultima domenica di maggio in Italia la Giornata Nazionale del Sollievo.

Lo scopo della manifestazione è promuovere le cure palliative, informare e sensibilizzare gli operatori sanitari e i cittadini sull’importanza di diffondere la “cultura del sollievo” ed estendere la consapevolezza che il sollievo non è solo desiderabile ma anche possibile recuperando la centralità della persona malata e il suo diritto ad essere informata su quanto si può fare per controllare il dolore e la sofferenza attraverso le terapie più avanzate, ma anche l’importanza di considerare il malato nella sua interezza, ponendo attenzione a tutti i bisogni, psichici, fisici, sociali e spirituali, in modo da creare la migliore qualità di vita per lui e per la sua famiglia.

 Altresì è urgente trasferire tale consapevolezza al mondo dei "provvisoriamente sani", cominciando dalla scuola, fin dal livello primario, affinché siano sensibilizzati a tale tema: gli alunni, le loro famiglie e gli stessi insegnanti. Per questo, in occasione della Giornata Nazionale del Sollievo, è solitamente indetto il concorso Nazionale “Un ospedale con più Sollievo”, patrocinato dai Ministeri della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca e della Salute, e in alcune edizioni sono stati istituiti i “treni del sollievo” che hanno permesso ad oltre 200 studenti di raggiungere Roma partendo dal nord e dal sud dell’Italia, visitare gli antichi ospedali romani e partecipare alla chiusura della Giornata Nazionale del Sollievo nella hall del Policlinico Agostino Gemelli. Ad accoglierli durante la manifestazione, “I ragazzi del sollievo”. Si tratta di studenti delle discipline sanitarie che, volontari dell’Associazione Attilio Romanini, sono formati a sviluppare e diffondere una cultura del sollievo che valorizzi lo “stare accanto” alla persona fragile, al paziente e al caregiver, in una crescita professionale che oltre al “sapere” aggiunge il “saper essere”.

I ragazzi del Sollievo parlano di sé...

Mercoledi 28 ottobre 2015 si è tenuto il primo incontro annuale dei Ragazzi del Sollievo, volontari dell'Associazione Attilio Romanini, e giovani sostenitori delle attività della Rete del Sollievo, collegamento fra il mondo del policlinico e la realtà universitaria del Gemelli.


Questa nostra piccola realtà sta sempre più prendendo forma nell'ospedale e nel reparto di Radioterapia, e per questo è necessario avere sempre più nuove "leve" fresche ed entusiaste di donare il proprio tempo gratuitamente all'insegna del Sollievo: l'incontro era volto alla presentazione delle attività, passate e future, per una maggiore consapevolezza e coscienza di sé e di quello che possiamo realizzare.


Ci siamo radunati in aula forum ospiti del Gemelli ART, e già questo era per noi un traguardo notevole, simbolo di una futura collaborazione di noi volontari all'interno della divisione del Prof. Vincenzo Valentini, purtroppo assente fisicamente ma presente col pensiero. Tanti i volti nuovi, ma sempre piu sentiti come amici quelli conosciuti: Giuliana, Francesca, Rossella, Maria Ilaria, Giampiero, Gaetano erano in mezzo ai nuovi adepti pronti a testimoniare quanto fosse stato per loro importante il percorso intrapreso.




Abbiamo però anche avviato una discussione approfondita su come organizzare l’attività assistenziale, di ricerca, di didattica e di accoglienza del Gemelli ART, così come tenere alta la motivazione di tutti noi nel servire con professionalità e umanità i pazienti. Per questo ci siamo ritrovati insieme a tutti gli strutturati un sabato pomeriggio per definire le priorità per i cantieri da noi chiamati: cantiere assistenza, cantiere ricerca, cantiere didattica, cantiere accoglienza e cantiere motivazionale.


Abbiamo raccontato attraverso foto e spot usati negli anni passati la Giornata del Sollievo, e in particolare quella del 31 maggio 2015: dalla gioia nell'invitare i pazienti nei vari reparti nei giorni precedenti alla manifestazione; dall'impegno di quest'anno per il Bagno Caldo, iniziativa lanciata dalla Fondazione Gigi Ghirotti per i pazienti fragili, per donare loro sensazioni di sollievo attraverso il prendersi cura del corpo con un'attenzione maggiore; dalla frenetica emozione di avere i bambini che raggiungono il policlinico per il concorso "Un ospedale con più sollievo", fino ai vip ospiti, e i pazienti che nella hall rimangono una mezza giornata lontani dalla loro stanza di ospedale in compagnia di volontari, medici, e tanti altri volti.


Tra le altre attività presentate, il prof. Numa Cellini ha dato il suo prezioso contributo di testimonianza circa le Città del Sollievo, ultima conquista della rete del Sollievo; siamo tornati indietro con la memoria grazie a Beppe Guerrera, segretario della Fondazione omonima, dell'impegno di Gigi Ghirotti per le sue inchieste "viaggio nel tunnel della malattia", e grazie al Dott. Luca Tagliaferri, uno dei primi Ragazzi del Sollievo: abbiamo ripercorso cosa fosse all'inizio questa realtà e cosa siamo diventati oggi.


Un pensiero è stato rivolto a tutti coloro che si impegnano ogni anno per queste attività, da Nicasia Teresi, direttore esecutivo della Fondazione Gigi Ghirotti, e Silvia Chiesa, sempre presente e vicina al nostro operato.


Giovedì 26 novembre rinnoviamo l'appuntamento con tutti i presenti alla presentazione e chi vorrà unirsi, per un incontro formativo "La conoscenza della relazione d'aiuto", organizzato da Gemelli ART e l'associazione Attilio Romanini, con la psicoterapeuta del Gemelli ART Angela Tenore.


Il messaggio che possiamo ricavare da questi incontri e dalla nostra esperienza è che vale sempre la pena "imparare" il Sollievo dai primi anni dell'università, perche col passare del tempo ci sarà sempre meno tempo per imparare ad essere vicini ai pazienti, qualsiasi operatore sanitario diventeremo un domani.

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